Descrizione

EDTA BISODICO:

L’acido etilendiamminotetraacetico bisodico, più noto con la sigla di EDTA bisodico CAS 139-33-3 è un sale dell’ acido carbossilico; in particolare è un acido tetracarbossilico dotato inoltre di due doppietti elettronici (donatori di Lewis) appartenenti all’azoto.

Utilizzo:

Uno ione metallico M chelato da una molecola di EDTA; i sei atomi – due di azoto, quattro di ossigeno – che coordinano lo ione M sono disposti ai vertici di una bipiramide a base quadrata che ha M al centro
L’EDTA trova larghissimo impiego in chimica analitica come agente chelante, ad esempio nell’esame emocromocitometrico. La presenza di quattro gruppi carbossilici e di due atomi di azoto fa sì che la molecola di EDTA sia in grado di formare complessi stabili con moltissimi cationi.
La stabilità di questi complessi rende l’EDTA il reagente più diffuso per la misurazione della concentrazione di numerosi cationi tramite titolazione complessometrica. L’esempio più comune di applicazione di titolazioni di questo tipo è costituito dalla misura della durezza dell’acqua.

EDTA:

L’EDTA è infatti in grado di formare complessi con gli ioni di calcio e magnesio, ma anche con gli ioni di rame, zinco e numerosi altri elementi.
Viene utilizzato in cosmetica come additivo per migliorare l’azione dei tensioattivi (diminuendo la durezza dell’acqua), per evitare l’irrancidimento dovuto alla contaminazione da ioni di ferro e come coadiuvante di altri additivi battericidi.
In odontoiatria e più specificatamente in endodonzia nel corso delle terapie canalari, le proprietà chelanti dell’EDTA sono utili nei lavaggi endocanalari, al fine di evitare la formazione dello smear-layer, il cosiddetto “fango dentinale,” e ottenere così una detersione ottimale.
L’EDTA è scarsamente assorbito nel tratto gastrointestinale, per la maggior parte nel retto. Solamente tra il 5-15% entra nel sistema cardiovascolare dove può chelare e rimuovere le tossine dal sangue.
Nella pratica analitica quotidiana, più che l’acido libero, è frequente l’uso del suo sale calcio-disodico diidrato C10H14N2O8Na2 · 2 H2O, in particolare per la sua solubilità in acqua. Il calcio-disodio EDTA (CaNa-EDTA), da non confondere col disodio EDTA (DSEDTA), è l’unica forma di EDTA approvata dalla FDA come trattamento medico per la chelazione del piombo. Il disodio-EDTA è utilizzato in caso di ipercalcemia, per la sua maggiore affinità e capacità chelante verso il calcio. Stessa proprietà possiede il magnesio-EDTA, utilizzato come fertilizzante agricolo. Per questo motivo, nel flusso sanguigno svolgono una scarsa azione chelante, legandosi prima al calcio che ai metalli pesanti.