Descrizione

ACIDO TRICLOROACETICO

L’acido tricloroacetico è un acido carbossilico. A temperatura ambiente si presenta come un solido incolore dall’odore pungente. È un composto corrosivo, va manipolato con cautela.
I suoi sali vengono chiamati Tricloroacetati.

INFORMAZIONI SU ACIDO TRICLOROACETICO

TITOLO: 98% min

ALTRE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO:

ASPETTO: Solido a scaglie colore bianco/giallo
DENSITÀ APPARENTE: 0,9 g/ml
UMIDITÀ: 0,3% max

Usi:

Nelle tecniche molecolari l’acido tricloroacetico è in grado di far precipitare le proteine, il DNA e l’RNA disciolti in sue soluzioni acquose. Questa proprietà viene applicata in diversi settori.

Chimica analitica:

Qualsiasi soluzione che contenga proteine (plasma, sonicati tissutali, ecc.) se addizionata con pari volume di acido tricloroacetico al 6%, porta la concentrazione di acido al 3%, con un pH inferiore a 2. A tale valore di acidità tutte le proteine in soluzione si aggregano e precipitano, permettendo la loro separazione dal solvente.

Esempio di applicazione: DETERMINAZIONE DELL’AMMINOACIDO C-TERMINALE

L’amminoacido C-terminale di una proteina può essere determinato sia manualmente che automaticamente, in questo ultimo caso si possono utilizzare dei sequenziatori automatici di proteine in cui può essere eseguita sia la degradazione di Edman sia la reazione di degrazione per la porzione C-terminale. Uno di questi apparecchi utilizza una reazione che prevede l’utilizzazione di fosfodifenilisotiocianato in piridina.

Procedimento pratico:

Si incuba la proteina denaturata con una carbossipeptidasi, utilizzando un tampone e un rapporto enzima/proteina opportuno. Si preleva una piccola aliquota del campione al tempo 0 (cioè subito dopo l’aggiunta dell’enzima). Il campione prelevato viene trattato con acido tricloroacetico, in maniera tale da denaturare irreversibilmente l’enzima e far precipitare la proteina, viene quindi centrifugato: nel surnatante rimane l’amminoacido liberato dall’azione dell’enzima. Si fanno prelievi a tempi diversi, sottoponendoli tutti allo stesso trattamento. I surnatanti vengono poi analizzati con un analizzatore di amminoacidi. Nei diversi prelievi si deve registrare un aumento nel tempo della concentrazione dell’amminoacido C-terminale e la comparsa progressiva di altri amminoacidi che a loro volta sono diventati l’amminoacido C-terminale in seguito all’azione dell’enzima.

 Sicurezza:

L’acido tricloroacetico è un composto irritante, nocivo per ingestione e per contatto con la pelle. Provoca irritazione alla gola, tosse, difficoltà a respirare, mal di testa, nausea e vomito se ne si inalano i fumi; irritazione allo stomaco e dolori addominali se viene ingerito, bruciore e gravi danni se portato a contatto con gli occhi ed irrita la pelle, provocando arrossamenti o piaghe. Non disperdere il contenitore nell’ambiente, utilizzare protezioni individuali idonee, è possibile richiedere la scheda di sicurezza del prodotto, deve essere letta attentamente prima dell’utilizzo. L’acido tricloroacetico è altamente corrosivo usare con prudenza.